I libri di dicembre

E tra pirati, barbari,divinità redivive, crociere di lusso, maghi anarchici e altro, chiudiamo le letture del 2008.
Al solito, evidenziato il libro che più mi è piaciuto.

Denti Bianchi – Zadie Smith (Mondadori)
Ho qualche problema con le saghe famigliari, che credo dipenda dal fatto che ho una soglia di attenzione bassissima. Quando entra in scena una seconda generazione di personaggi, sudo freddo. Per fortuna, la Smith è brava a mettere insieme un romanzo torrenziale e generosissimo in cui succede un po’ di tutto, popolato di personaggi sopra le righe ma mai eccessivamente caricaturali. E che aiuta almeno un po’ a capire che cosa sia una società multietnica come quella inglese. Facendo anche ridere, cosa non da poco.

Tortuga – Valerio Evangelisti (Mondadori)
Sui pirati Evangelisti aveva scritto un racconto (in “Anime nere”) che era uno scoppio di ferocia improvviso e selvaggio come un bombardamento a palle incatenate e mitraglia su una nave di orfani di tre anni nel cuore della notte. Ora torna sull’argomento con un romanzo che, conservando intatta la ferocia, traccia del mondo della pirateria nei Caraibi un ritratto a tutto tondo, che non è mai reticente né sugli aspetti positivi né su quelli negativi. A volte forse un po’ troppo, perché alcune pagine e alcuni passaggi sembrano servire solo a mostrare al lettore i frutti delle proprie ricerche più che a far progredire la storia, ma comunque dietro c’è una storia di avventure, amori e tradimenti che appassiona dall’inizio alla fine. E naturalmente non mancano rimandi al presente, con il nichilistico desiderio di accumulo e sperpero di beni che anima i pirati accostato al liberismo più sfrenato.

Cristiani di Allah – Massimo Carlotto (e/o)
I lettori di “Dago”, la serie a fumetti creata da Robin Wood, si troveranno a casa, nell’Algeri del XVI secolo raccontata da Carlotto. E da un istante all’altro si aspetteranno che il Giannizzero Nero spunti fuori a dar manforte al protagonista. Bella storia d’amore e di avventura, il romanzo racconta con efficacia un’epoca il cui mediterraneo era davvero un “mar nostrum”, se si considera con “noi” l’insieme dei popoli e delle culture che vivono sulle sue sponde, costretti a forme di convivenza e di conseguente meticciato che oggi ci appaiono sorprendenti. Anche per Carlotto vale quanto detto sopra per Evangelisti, nel senso che ogni tanto ci sono piccoli smottamenti di info-dumping, ma mai niente di drammatico.

9 agosto 378. Il giorno dei barbari – Alessandro Barbero
Tratto da un ciclo di puntate realizzato per la trasmissione di Radio Due “Alle otto della sera”, è un saggio storico che ricostruisce, con grande scorrevolezza la battaglia di Adrianopoli, uno dei momenti cardine delle cosiddette “invasioni barbariche” (che chiamiamo così solo nell’Europa occidentale). Barbero è molto bravo a dare il senso di un’epoca di trasformazioni, in cui popoli “barbari”, spinti dagli attacchi di tribù nomadi, spingono contro i confini dell’impero chiedendo asilo e a raccontare come la cattiva gestione dell’“emergenza” trasformò questi in un esercito capace di sconfiggere quello romano (già indebolito da altri fattori). Ma soprattutto è divertente ricordare, come Barbero lascia trasparire, che nulla è per sempre e che il Medioevo, e quindi le radici di grossi pezzi della nostra civiltà nascono dalle conseguenze di queste invasioni di immigrati… Piacevoli cenni di storia militare condiscono il tutto, che si legge davvero con piacere.

Despero – Gianluca Morozzi (Guanda)
Gli ambienti e l’impianto di questo romanzo Morozzi li ha poi riciclati in un romanzo successivo (“L’era del porco”, anche quello a base di gruppi rock disastrati e un amore scombinato e impossibile), ma pur sapendolo resta una lettura gradevole. Non fondamentale, ma gradevole, con un buon ritmo e pochi momenti di noia.

Una cosa divertente che non farò mai più – David Foster Wallace (Minimum Fax)

Uno scrittore viene mandato da una rivista a partecipare a una crociera di lusso per raccontare la sua esperienza ai lettori. Lo sguardo di Wallace in questo reportage è affascinante e in grado di far risaltare un incredibile mosaico di piccoli particolari il cui accumularsi porta a delle vette di comicità davvero irresistibili. Poi sarà la suggestione data dalla morte di Wallace (di cui non avevo mai letto nulla) ma sotterranea c’è una vena di malinconia che di tanto in tanto sale in superficie. Molto bello, molto ben scritto.

Pan  – Francesco Dimitri (Marsilio)
Potrei aprire e chiudere dicendo semplicemente che nella biografia dell’autore c’è scritto “gioca di ruolo almeno una volta a settimana”. Ma se lo facessi non potrei dire che “Pan” è un riuscitissimo caso di romanzo fantasy ambientato qui e ora, con personaggi ben caratterizzati (e non completamente riconducibili all’etichetta buono/cattivo, specie quelli “positivi”) e una visione del sovrannaturale coerente e matura. Non è un remake del Peter Pan di Barrie: la natura del rapporto tra la fiaba e quello che succede nel libro di Dimitri ricorda molto le storie di Martin Mystère dedicate alla letteratura (sempre stando in tema di fumetti, credo sia il primo romanzo che leggo a citare John Doe). Il ritmo e le rivelazioni sono dosati bene, portando con la giusta velocità verso il “deragliamento” della realtà dei protagonisti. Gran bel romanzo. No, dico, è piaciuto persino a lei.

Magia rossa – Gianfranco Manfredi (Gargoyle)
Manfredi ha fatto un po’ di tutto, dal cantautore allo sceneggiatore tv, dal fumettista al romanziere. Questo, che è il suo primo romanzo (1983), parla della ricerca di tre amici della Milano di fine anni ottanta sulle tracce di Tommaso Reiner, mago della fine del XIX secolo che sosteneva che un’energia psichica sufficientemente concentrata può sabotare qualsiasi impianto di macchine. Horror, un po’ di fantascienza, occultismo, l’ambiente della sinistra post-77, tutto mescolato insieme e invecchiato, però, non proprio bene. Niente a che vedere con il Manfredi autore di fumetti di adesso.

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6 commenti

  1. anonimo

     /  gennaio 9, 2009

    A proposito del Manfredi autore di fumetti di adesso, hai saputo della tragica (per me lettore) notizia riguardo il prossimo futuro editoriale di Magico Vento? Sniff…

    Rispondi
  2. anonimo

     /  gennaio 10, 2009

    certo che l’ha saputa… è iscritto ad ayaaaak.

    😦

    Rispondi
  3. scott.ronson

     /  gennaio 10, 2009

    Quando uscì Magico Vento, presi i primi 4-5 numeri, poi mi dissi “ok, ho capito com’è”.
    Un paio d’anni dopo mi iscrivo ad Ayaaaak, leggo le discussioni e scopro di avere fatto un colossale errore… (al quale non ho ancora rimediato, per la cronaca)

    Rispondi
  4. anonimo

     /  gennaio 12, 2009

    cioé tu non leggi il miglior fumetto italiano degli ultimi 10 anni?

    O___O

    Rispondi
  5. ubimario

     /  gennaio 22, 2009

    Perché, che gli sta per succedere, a MV?
    o__O

    PS, il raccontino di Evengelisti era una delle cose da salvare di Anime Nere, per altri versi (tra cui -so di darti un dispiacere- le orribili intro di Altieri) da buttare al cesso.

    Rispondi
  6. scott.ronson

     /  gennaio 23, 2009

    Chiude a breve, MV.

    Rispondi

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