I libri di Agosto

In un ritardo belluino, letture e commenti del mese di agosto.
Evidenziato, il libro più interessante.

L’era del porco – Gianluca Morozzi (TEA)
Confesso che ci sono stati dei punti dove mi sono a messo a ridere come uno scemo, leggendo. Dico confesso perché in fin dei conti Morozzi non è che faccia poi nulla di così nuovo. Una commedia nickhorbyiana a base di Bologna, trentenni confusi, rock, libri e donne quantomeno sfuggenti. Però, Morozzi mi sta simpatico. Racconta una Bologna che più o meno conosco, cita dischi e fumetti che citerei pure io. Quando descrive la panoplia di bassisti più o meno improbabili transitati per il gruppo del protagonista, mi ha fatto venire il sospetto che abbia conosciuto gli stessi individui che nello stesso periodo conoscevamo noi, nella ricerca di un bassista. Insomma, mi è piaciuto. Tra l’altro è quel genere di libro grazie al quale orde di matricole migrano all’inizio di ogni anno accademico sotto le Due Torri.

I lupi del Calla – Stephen King (Sperling & Kupfer)
Il quinto episodio della saga kinghiana è il primo che mi ha lasciato davvero con la voglia di leggere il resto. Perché finalmente il tutto pare avere preso una direzione (che sapevo quale fosse perché l’avevo letto, ma che non era ancora emersa chiaramente dai libri) piuttosto interessante. Metà del libro è il seguito di un altro libro di King; l’altra metà è un buon western, con una piccola sorpresa nel finale. La frase migliore è “Roland canta, balla e si butta sul pubblico come Joey Ramone”.

Blackout – Gianluca Morozzi (TEA)
Un thriller, su tre persone chiuse in un ascensore durante un blackout nel ferragosto bolognese. Storia e narrazione kinghiane, con qualche prestito (debitamente e gustosamente dichiarato) da Garth Ennis. Nei giorni pari penso che il finale sia banalotto, in quelli dispari mi pare che ci possa stare.

Monster Island – David Wellington (Urania)
Il mondo è caduto preda di un’epidemia di zombismo. Non si sa bene perché, ma è così. Un gruppo di sopravvissuti si aggira alla ricerca di medicinali contro l’AIDS in una Manhattan quasi totalmente zombizzata. Complicazioni (come scrivevano una volta nel 90% delle trame in breve dei film sul Secolo XIX). Wellington ci mette un po, prima di scoprire le sue carte migliori, quindi bisogna avere una certa pazienza. Però è divertente, dai.

Qualcuno ha ucciso il generale – Matteo Collura (TEA)
Questo è uno di quei libri davanti ai quali l’etichetta di “oggetto narrativo non identificato” viene abbastanza utile. Collura racconta la vicenda di un generale garibaldino ucciso, ufficialmente da ignoti, negli anni successivi all’unità d’Italia; e lo fa un po’ in forma di romanzo e un po’ in forma di reportage, alternando passato e presente, le vicende del generale e quelle, altrettanto avventurose, della sua salma mummificata. Una visione dell’epopea garibaldina interessante, che pur non rinunciando a una certa epica si tiene alla larga da ingenuità e agiografie. E gravita bene o male, dalle parti del New Italian Epic.

Fragile Things – Neil Gaiman (Review)
Seconda antologia di racconti gaimaniani. Qualche gioiello, ma rispetto alla prima mi pare di avere trovato più cose meno ispirate. Sempre ottima ed esaustiva la prefazione puntellata di aneddoti su ognuna delle storie presenti.

Gangster – Annamaria Fassio (Giallo Mondadori)
Copertina decisamente fuorviante, che mostra immagini del G8 genovese quando il romanzo è invece una (riuscita) commistione tra il thriller politico e il “noir” italiano, versante Montalbano (aggiungere ulteriori virgolette su “noir”). Però si legge bene, tutto fila e tutto torna, buona lettura da treno. Gli elementi thriller credo siano dovuti a suggerimenti di Altieri, curatore delle collane da edicola Mondadori, o almeno così si intuisce nei ringraziamenti.

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5 commenti

  1. anonimo

     /  settembre 26, 2008

    Domanda: Ma Fragile Thing è già stato tradotto? Io l’ho letto in inglese, ma volevo regalarne una copia a un Gaimaniano poco anglofono…

    Uriele

    Rispondi
  2. scott.ronson

     /  settembre 26, 2008

    no. Però c’è un libro di racconti di Gaiman pubblicato da Mondadori (Il cimitero senza lapidi) che fa un po’ da antologia di Fragile Things e Smoke and mirrors.

    Rispondi
  3. Menzinger

     /  settembre 26, 2008

    Questo Collura forse sarebbe da leggere. NIE dici?

    Rispondi
  4. scott.ronson

     /  settembre 27, 2008

    Sì, direi di sì. Mi sembra che ci possa stare senza problemi.

    Rispondi
  5. PF1

     /  settembre 29, 2008

    l’era del Porco mi intriga…
    Penso che lo acquisterò. Non fosse altro che per quello che dici tu sui bassisti che mi ha decisamente incuriosito (se ripenso a quanti “provini” abbiamo fatto. Altro che Commitments!).

    Rispondi

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