I libri di Luglio

Lento e accaldato appuntamento con i libri del mese. Evidenziato il più consigliato (e quando scendono in campo quelli grossi, non ce n’è per niuno).
Ciò detto, torno nell’ignavia.

“Hanno sete” – Robert R. McCammon (Urania Mondadori)
Se in “Le notti di Salem” King si era dato alla riscrittura di “Dracula” ambientando il tutto in una cittadina del Maine, qui abbiamo la stessa operazione svolta con la Los Angeles dei primi anni ottanta. È un romanzo horror di palese scuola kinghiana, che esaurisce in questo i suoi pregi e i suoi difetti (anche se il finale è, per così dire, più sconquassante di quello di zio Steve). Curiosità: in America non è più in stampa per volontà dell’autore, assieme ad altri suoi romanzi degli esordi che ritiene non all’altezza.

“Tutti a Zanzibar” – John Brunner (Urania Mondadori)
Non è un romanzo semplice. Costruito per accumulo di materiali (i capitoli alternano la narrazione vera e propria ad articoli di giornale, pubblicità, frammenti dei libri scritti da uno dei personaggi) per meglio fare immergere il lettore in un futuro che ha più di un punto di contatto con la realtà di oggi (il romanzo è del 1968), può a tratti apparire troppo frammentato e dispersivo. Ma, se si tiene duro, si scopre una miniera di arguzia e intelligenza. Metà delle frasi del libro meriterebbero di essere estrapolate come aforismi. Forse, nel complesso, è la narrazione in sé che resta un po’ sacrificata. Bel romanzo, ma da affrontare con il giusto spirito e il giusto tempo.

“Crimini Italiani” – AA. VV. (Einaudi)
Non ho letto il primo volume di questa antologia, uscito un paio di anni fa, quindi non posso fare paragoni. L’idea che ne ho ricavato, però, è che il filone del “noir italiano” (abusando allegramente dell’estensione del termine noir) sia esausto. Che l’Italia di oggi sia permeata dal crimine, okay, l’abbiamo capito. Funzionano meglio, infatti, i racconti di chi prende l’argomento più di sbieco: Wu Ming, Dazieri, Carofiglio. Esemplare forse più di tutti quello, a sorpresa, di Carofiglio, che pare quasi prendere un po’ in giro il genere stesso. Il resto si legge, a volte con un po’ di noia, a volte no, ma sa tutto un po’ tanto di già visto.

Legion – AA. VV. (Segretissimo Mondadori)
Antologia celebrativa della “Segretissimo Foreign Legion”, il gruppo di autori italiani che costituisce ormai la spina dorsale della collana di thriller e spy-story mondadoriana. Una celebrazione più che giusta per degli autori che hanno saputo negli anni creare una narrativa di intrattenimento che ha solidi agganci nella situazione geopolitica attuale, piacevole da leggere e, a suo modo, istruttiva. Narrativa popolare che cerca di mettere in scena in modo comprensibile la complessità del mondo attuale e le ambiguità della “lotta al terrore”. Tutti o quasi di buon livello i racconti. Nell’occasione si presentano anche i nuovi acquisti della squadra, tra i quali spicca con un racconto insospettabilmente crudele lo sceneggiatore Tito Faraci, qui al suo quasi esordio (dopo un romanzo per Disney) nella narrativa.

“Acido Lattico” – Saverio Fattori (Gaffi)
Dopo l’escursione negli anni ottanta e la paranoia complottista di “Chi ha ucciso i Talk Talk?” Fattori si dedica al mondo dell’atletica. Amena lettura in questa estate olmpica, “Acido Lattico” è un romanzo che parla di quel grado zero della fatica che è la corsa e del modo in cui la scienza moderna corre incontro agli atleti per aiutarli a sopportare meglio gli sforzi. Al costo, chiaro, di alcuni sgradevoli effetti collaterali. Ma parla anche delle storie (vere) di giovani promesse che si sono perse per strada per i più disparati motivi e, più in generale, della vita degli atleti professionisti. Scritto con una voce alienata e ossessiva, “Acido Lattico” ricorda, per l’insistenza sul corpo e sulle sue mutazioni, alcune cose di Palahniuk. Secondo la bandella sarebbe un “noir”, ma non sono molto d’accordo. Forse lo è per la descrizione di un mondo in cui l’innocenza sembra essere stata bandita, ma direi che incasellarlo in un genere sia abbastanza difficile (come con il 90% dei libri, in fondo). Un bel libro, comunque, più che utile per intuire che cosa ci sia dietro allo scintillio olimpico di questi giorni (scrivo mentre il tg1 dedica metà del suo tempo alla retorica olimpionica).

“Smoke and mirrors” – Neil Gaiman (Review)
Gaiman è uno dei narratori (a largo spettro) più importanti che ci siano in giro e la sua prima raccolta di racconti lo conferma ampiamente. Saltando allegramente dalle fiabe riviste e corrette ai racconti versi, passando per un giallo ambientato tra gli angeli nei giorni precedenti alla creazione del mondo, il buon Neil sciorina una dietro l’altra lezioni di stile, schegge di una fantasia e di un’ispirazione apparentemente infinite, o comunque sempre attente e pronte a rielaborare qualunque stimolo disponibile. Aggiungeteci un’esauriente prefazione (che comprende anche un racconto bonus) nella quale il Nostro non risparmia aneddoti e dettagli sulla creazione delle sue storie e avrete un libro per il quale varrebbe la pena di imparare l’inglese.

L’Odissea di Glystra– Jack Vance (Urania Mondadori)
La storia della lunga marcia attraverso un pianeta alieno da parte dell’equipaggio di un’astronava precipitata a causa di un misterioso attentato raccontata da Vance sembra essere un po’ una prova generale per il successivo ciclo di Tschai. Divertente fantascienza avventurosa ai confini del fantasy, vivace e ben scritta, ma costretta in uno spazio troppo ristretto per dispiegare appieno le sue potenzialità.

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8 commenti

  1. anonimo

     /  agosto 15, 2008

    clap clap clap
    clap clap clap
    e ancora
    clap clap clap
    per il libro del mese
    letto e adorato!
    🙂 mara

    Rispondi
  2. anonimo

     /  agosto 24, 2008

    grazie per la segnalazione del problema con i commenti sul mio tumblr! non so assolutamente cosa sia successo ne come risolverlo, ma sei stato molto gentile! 😀
    alice – tolasudolsa

    Rispondi
  3. anonimo

     /  agosto 31, 2008

    Anche io non sono convinta dell’indicazione “noir” riferita ad *Acido lattico*. La tua recensione è sul blog di S.F. dedicato al romanzo, ma forse già lo sapevi.
    Bello tornare dalle vacanze (3 giorni e non di più) e vederti già così in gran forma e operativo.

    Anna Luisa

    Rispondi
  4. anonimo

     /  settembre 7, 2008

    mi complimento con te per queste recensioni, brevi ma approfondite , ma soprattutto mi complimento perché riesci a leggere tutti questi libri.
    Curiosità: ma che tipo di lavoro fai?
    Pablo

    Rispondi
  5. scott.ronson

     /  settembre 8, 2008

    Pablo: grazie. Il redattore in una casa editrice (che non fa narrativa). Almeno da marzo a oggi. Se continuerò a farlo lo saprò a giorni 😦
    Viaggio in treno, leggo veloce e guardo poca tv.

    Anna Luisa: yuk, non lo sapevo!

    Alice: figurati. In realtà basta togliere a mano un pezzo dell’indirizzo che viene fuori quando clicchi, però di sicuro c’è una soluzione più tennica.

    Rispondi
  6. anonimo

     /  settembre 11, 2008

    Una nostra conoscenza comune (Flavio) mi segnalato il tuo blog….
    Se ti piacciono i segretissimo ti consiglio il forum di Alan Altieri e Stefano di Marino
    http://alanaltieri.forumfree.net/
    Passaci a trovare.
    Complimenti per il blog

    Il marpioncino, alias Nicola

    Rispondi
  7. scott.ronson

     /  settembre 11, 2008

    Ciao Nicola, passo a sbirciare di tanto in tanto da quelle parti. Solo che se mi metto a seguire attivamente pure i forum, non ne esco vivo 🙂
    Per il resto, grazie!

    Rispondi
  8. Kalyth

     /  settembre 30, 2008

    Neil Gaiman è uno dei miai autori preferiti di sempre, e quella raccolta davvero è ispirata e ben organizzata. Letto in inglese poi lascia ancora di più il sengo.
    Fantastico.

    Peccato non avere più molto tempo da leggere…

    A presto!

    Rispondi

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