Vite parallele

L’inno italiano è stato scritto, a vent’anni, da un tizio di Genova che, due anni dopo, moriva su delle barricate.
Carlo Giuliani, praticamente.

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13 commenti

  1. Torgul

     /  luglio 21, 2008

    E di Giuliani aveva gli stessi osceni gusti, e probabilmente anche gli stessi genitori borghesi…

    Mah, mai piaciuti gli eroi…

    Cià!

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  2. Torgul

     /  luglio 21, 2008

    UED[..] …Da cui se ne deduce che Goffredo Mameli era un Punkabbestia! [..]

    Rispondi
  3. anonimo

     /  luglio 22, 2008

    fare tiro al bersaglio a una camionetta, io lo trovo di ottimo gusto…

    un punkabbestia che non sa chi è mameli

    Rispondi
  4. idiotaignorante

     /  luglio 22, 2008

    L’inno di Mameli fa cagare il cazzo. Ma proprio da onco.
    Giuliani era un coglione.

    Rispondi
  5. anonimo

     /  luglio 22, 2008

    Ed era pure anticlericale, visto che è andato a morire per la Repubblica Romana.

    Rispondi
  6. anonimo

     /  luglio 22, 2008

    La rottura massima è il fatto che ci tocca perfino di difendere l’inno, l’unità, la patria e chissà che altro ancora, a causa delle bestialità demagogiche di un povero demente osannato dalle folle paTane.
    Un ruolo che veramente non mi si addice….
    ciao, erri

    Rispondi
  7. anonimo

     /  luglio 22, 2008

    anticlericale?
    beh, come dargli torto???
    ancora erri

    Rispondi
  8. scott.ronson

     /  luglio 22, 2008

    Torgul: e chi ha mai parlato di eroi?

    Selvaggia-mente: no, dai, la storia del Risorgimento è piena di gente interessante.

    Idiotaignorante: tieni in considerazione l’analisi di Bruce Sterling, però.

    Erri: guarda, il copione (Bossi dà un po’ di culo a Berlusconi e subito corre a rifarsi una verginità con i Padani rispolverando i vecchi classici del demo) è talmente frustro che non mi ci metto nemmeno, a fare la difesa d’ufficio. Mi pare che invece ci sia concentrati poco sulla questione dei docenti meridionali, quella sì davvero atroce.

    Resto del mondo: ma infatti, se vai a rimestare tra gli integralisti cattolici, il Risorgimento gli brucia ancora da morire. Ma proprio tanto.

    Rispondi
  9. anonimo

     /  luglio 24, 2008

    ottima provocazione.
    solo questo mi viene in mente di positivo dal parallelismo.
    Paragonare i due personaggi mi sembra fuori luogo.
    A prescindere dai “credo” il povero creatore dell’inno è morto per quel che credeva, Giuliani solo perchè un coglione.

    Rispondi
  10. scott.ronson

     /  luglio 24, 2008

    Infatti era solo poco più che una provocazione basata sulla coincidenza.
    Su Giuliani, sono sempre più convinto che se quel fatidico venerdì fosse andato al mare sarebbe stato meglio per tutti.

    Rispondi
  11. Comedian

     /  luglio 30, 2008

    Oddio, questa e’ dura da mandare giu’.
    Va bene che dei morti si parla sempre bene, ma per me uno che assalta camionette della polizia con un estintore e’ semplicemente incompatibile con la definizione di “bravo ragazzo” e tantomeno di “patriota”.

    Prendo per buona la esegesi provocatoria, oggi non sono in vena di polemizzare.

    P.S. La par-condicio, il quieto vivere e la poca voglia di innescare un dibattito mi impongono di aggiungere che la stessa cosa vale per poliziotti picchiatori o ufficiali incapaci che mandano dei giovani poliziotti pischielli allo sbaraglio.

    Rispondi
  12. scott.ronson

     /  luglio 30, 2008

    Scusa, dove è scritto “bravo ragazzo” o “patriota”?
    Le mie 3 righe non fanno altro che prendere atto di una coincidenza.

    Per il resto, cito il me stesso di due anni fa, con il quale concordo ancora:

    “Sono da sempre convinto che considerare solo la morte di Carlo Giuliani come simbolo della repressione di quel giorno sia stato in qualche modo (dal punto di vista mediatico, di impatto sull’opinione pubblica) un “errore” del movimento. Carlo Giuliani è stato ucciso in quella che è stata facile, per chi gestiva in quel giorno “l’ordine pubblico”, definire come una situazione “calda” di reciproca violenza. E’ stato ucciso in una situazione di scontro. A me, quello che fa ancora paura di quei giorni, è la violenza a freddo, gratuita, esercitata su gente che non aveva la minima intenzione e/o possibilità di difendersi. Sono le persone massacrate nei sacchi a pelo alla Diaz, quelle seviziate a Bolzaneto, picchiate in corso Italia, con le mani alzate”

    Rispondi
  13. Comedian

     /  luglio 30, 2008

    Guarda un po’, concordo pure io!

    E’ vero, non hai parlato di bravo ragazzo o di patriota (fra parentesi, ho letto adesso i commenti precedenti, da cui la cosa sarebbe stata piu’ chiara), ma mi hai dato l’occasione per togliermi un rospo; quando ho fatto quel commento stavo pensando a chi gli ha dedicato una piazza con tanto di targhettina pulcinosa “Carlo Giuliani, ragazzo” o a chi ha candidato sua madre in parlamento pur di acchiappare qualche voto no-global; ma allora che cazzo ci lamentiamo a fare se a destra piazzano veline e pompinare?

    Rispondi

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