Neanche l’antiberlusconismo è più quello di una volta

Sarà che estate.
Ma che siamo tutti qui a preoccuparci degli eventuali pompini a Berlusconi mi sembra davvero surreale.
Sappiamo tutti che questo è un "governo del Presidente", vale a dire composto in larga parte da persone scelte per la loro capacità di dire di sì.
Per questione di immagine bisognava infilarci qualche donna.
Meglio se giovane. E carina. E sufficientemente anonima da non rompere troppo le balle.
La Carfagna era perfetta per il ruolo.
Se anche ha mai fatto dei soffoconi a Berlusconi, non è certo per quello che è ministro.
Lo è perché è una cosuccia graziosa da tenere in un posto di cui non ti frega nulla.
Tipo la webcam puntata sul panda nello zoo di San Diego che molti hanno nella dashboard del Mac.

E poi: la nomina dei ministri è da sempre terreno di scambio di favori, non importa di quale natura.
Impuntarsi sul pecoreccio, sulla troia che si inginocchia a succhiarlo al capo, sul vecchio laido, mi sembra una cosa di una miopia e di un moralismo abbastanza fastidiosi.
E’ il segno di una sconfitta.
Nel 2001 ci si confrontava e ci si interrogava sui rapporti con la mafia. E nel farlo si raccontavano un bel po’ di cose interessanti sulla storia della mafia, sui suoi rapporti con lo Stato all’inizio degli anni novanta.
Oggi siamo qui a chiederci se magari la Carfagna ha un ministero senza portafoglio perché non inghiotte.
C’è una certa differenza tra le due cose, eh?

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17 commenti

  1. PF1

     /  luglio 10, 2008

    la Guzzanti mi sembrava un po’ troppo agitata (cocaina?)… Un po’ troppo sopra le righe rispetto ai suoi standard: ha detto cose che si ripete la gente nei bar e, se pur nella sostanza posso essere d’accordo, sono molto più preoccupato dalle impronte ai rom, dalle leggi sfascia-legalità, dalla piega atroce presa dal nostro Paese e dal fatto che il PD fa “opposizione” mielosa invece di incazzarsi come un bue afgano.
    Scendere sul piano dei pompini è una grossa cazzata (peraltro ipotetici visto che le intercettazioni non escono): scontriamoci sui fatti e sulle cose importanti.
    Il fatto che si parli della Guzzanti che si indigna sui pompini o sui vaffanculo di Grillo (ma vaffanculo tu!) è già una sconfitta: nessuno che abbia analizzato i discorsi di Camilleri, DI Pietro o Colombo, molto interessanti e pieni di contenuti veri.
    In ogni caso io sono con IDV in questo momento…

    Rispondi
  2. Torgul

     /  luglio 10, 2008

    Come si diceva altrove, è peculiare che una che vorrebbe essere femminista si attacchi sul pompino al patriarca senza nemmeno cercare di fare autocoscienza, così, come semplice dato di fatto, mentre la ministra delle Pari Opportunità risponda con altrettanto patriarcale maschilismo minacciando denuncia alla bet_abbà la “figlia del padre”…

    Rispondi
  3. jester24

     /  luglio 10, 2008

    Così, a intuito, la carfagna non è che mi sembra un gran pompinara, assomiglia come tipo alla claudia koll redenta. Meglio quella della foto col calippo. Io avrei fatto lei ministra. Indignarsi per una bocca sotto la scrivania o per un centinaio di vaffanculo mi sembra roba da poveretti quali siamo.

    Rispondi
  4. Torgul

     /  luglio 10, 2008

    Niente da fare, Ale (visto che scott non piace più…), siamo poveretti, radical chic, roba da chiodi, non siamo all’altezza della gente, siamo sorpassati, tromboni buoni a nulla.

    Conta poco che si finisca nel cesso alla leghista, dove Peppone e Don Camillo sembrano Baudelaire, sic transit gloria mundi, sediamoci, e godiamoci lo spettacolo, anche se a me il gore non è mai piaciuto…

    Rispondi
  5. patuflinaa

     /  luglio 10, 2008

    Però la Guzzanti è una comica e ha colto l’aspetto ironico della faccenda. Ai politici spetta il resto…

    Rispondi
  6. scott.ronson

     /  luglio 10, 2008

    Faccio una risposta generale ai commenti fin qui:
    la Guzzanti ha da sempre cadute di questo genere. Ricordo un infelice “ciccione ributtante” a Ferrara. Che per quanto immagino liberatorio, strategicamente fu una pessima idea.
    Idem i pompini, perché è chiaro che chi poi ti vuole attaccare si punta su quello e solo su quello. Magari dopo 14 anni ancora non ne sono accorti, ma in un Paese in cui la forza di fuoco mediatica è al 90% nelle mani del tuo avversario, devi stare non attento ma attentissimo a quello che dici.
    Per altro, la frase su cui è scoppiato il caos ha un contenuto comico nullo. E’ un “vaffanculo” puro e semplice. Il tizio dell’Italia dei Valori che aveva messo in giro la voce l’aveva fatto con molto, ma molto più stile (“Clinton non ha mai fatto ministro la Lewinski”). Non che ci volesse molto, ma l’ha fatto.
    Chi organizza queste manifestazioni dovrebbe stare assai più attento a chi invita. C’è un articolo di Curzio Maltese (tra l’altro già autore della Guzzanti) che spiega bene che cosa succede a mischiare showbiz e politica.

    Rispondi
  7. anonimo

     /  luglio 10, 2008

    no ale, a me il maltese che dice “Manifestazioni come quella di Piazza Navona dell’altro giorno sono show business. […]. Non servono a cambiare le cose. Quindi non sono politica” non piace proprio.

    La Guzzanti è una cattiva improvvisatrice, timida impacciata e con un pessimo controllo di corpo e voce per essere un’attrice (giusto ricordare il caso ferrara). si vede che voleva approfittare di un lungo silenzio mediatico e ha dato sfogo alle sue opinioni su fatti di cronaca anche vecchi di mesi, creando un guazzabuglio incoerente. ciò nonostante difendo le sue sparate contro berlusconi (basta dire che sono contro la carfagna: vedi lipperini che scrive per un giornale il cui sito è una vetrina soft-porn). doveva essere una manifestazione antiberlusconiana e lo è stata.

    poi scusa, in quali sedi “nel 2001 ci si confrontava e ci si interrogava sui rapporti con la mafia”? Mi sono perso qualcosa (non sono ironico)?

    francamente non credo sia stato solo il berlusconismo a mandare in vacca l’etichetta politica italiana. etichetta politica che ha portato al veltroni della pacatezza e del 37%. dire le cose come stanno, anche quelle non in testa all’agenda dell’emergenza, è una cosa che a sinistra (?) manca. “quella sta lì perché gli ha succhiato l’uccello” mi sembra una cosa da dire.

    Paolo

    Rispondi
  8. Uriele

     /  luglio 10, 2008

    Bhè direi che il progetto di opposizione al governo di Veltroni all’Americana ha dato i suoi frutti: benvenuti in uno stato presidenziale dove il popolino si indigna di più per un soffocotto sotto il tavolo, piuttosto che per questioni reali (“Clinton ha chiesto scusa pubblicamente, ma Berlusconi?! ehhh… Siamo in Italia” direbbe qualcuno non afferando il punto)

    Rispondi
  9. anonimo

     /  luglio 10, 2008

    poteva anche risparmiarsi i commenti sul papa, la manifestazione era mossa dall’indignazione verso le leggi anticostituzionali del governo fondata su fatti concreti.

    la guzzanti ha solo sparato opinioni dando pane ai giornali e ai partiti per poter ricoprire di m***a l’intera manifestazione, proprio una bella mossa.

    inoltre non vedo perchè indignarsi per una ministra p*******a quando tutti i ministri maschi sono dei lecca c**o , la politica è sempre stata così.

    karl

    Rispondi
  10. anonimo

     /  luglio 10, 2008

    XDXD sto ascoltando quel che ha detto la guzzanti XD

    per ora non noto niente di terribile XD

    Rispondi
  11. anonimo

     /  luglio 10, 2008

    che dire, poteva evitare di gridare in alcuni passaggi o dirli in altra maniera

    purtroppo ha offerto il fianco alla manipolaizione

    Rispondi
  12. anonimo

     /  luglio 11, 2008

    Son pienamente d’accordo a metà.
    La questione Mara silvio è politicamente irrilevante, se non per il fatto che dimostra che questo governo è di bassissimo profilo.
    Altri sono i problemi ma è ovvio che i media di regime usano le battute della GUzzanti per non parlare del fatto che 50.000 persone “non inghiottono” per dirla con le tue parole.
    Esattamente come quando si punta l’attenzione su “10 100 1000 NAssyrya” per sunteggiare manifestazioni di 300.000 persone.
    E’ fascismo mediatico ed è di questo che bisognerebbe parlare.
    VEdo invece che il trucchetto funziona e qui tutti a parlare se la Guzzanti doveva o non doveva, se la Guzzanti è una brava attrice e fregnacce del genere.
    E questo il problema: che siete tutti degli spettatori del grande fratello e nemmeno ve ne rendete conto.
    -I problemi sono ben altri!-, però non se ne parla mai e mai si spiega cosa sarebbe questo ben altro.
    In realtà vi è una limitazione del diritto di parola, vedi il fatto che le critiche di Grillo a NApolitano (che condivido ampiamente) vengono fatte passare per insulti.
    ne vogliamo parlare?
    PAblo

    Rispondi
  13. scott.ronson

     /  luglio 11, 2008

    Paolo: come ho già detto, il problema con le affermazioni della Guzzanti sul carfagna-gate è strategico. E in fin dei conti non mi formalizzo nemmeno più di tanto sull’etichetta: come dice king, il modo migliore per chiamare la merda è merda. Però dire, in quella situazione, “quella sta lì perché gli ha succhiato l’uccello” è un errore, perché eclissa tutto il resto.
    Per quanto riguarda il passaggio sulla mafia, mi sono forse espresso male: nel 2001, Travaglio tira fuori la questione Mangano. Da lì, su certa stampa (ricordo un numero speciale di Diario, “Berlusconeide”, ma anche dei Micromega settimanali) si parla molto di mafia e, per me, è stato piuttosto istruttivo. Oggi ho come l’impressione che si tenti il tutto per tutto con la carta “pompini”. Senza neanche un minimo di approfondimento sulla materia (ah, avere tempo e realizzare una finta pagina di repubblica…)

    Uriele: vero. C’è anche da dire che, ora come ora, essendo la maggioranza costituita da un blocco unico, di fatto, e non da tanti partiti non puoi nemmeno sperare di far fallire votazioni convincendone dei pezzi a votare contro.

    karl: per quanto la benedetta non la si prenda mai abbastanza per il culo, sì, in quell’occasione di fatto non c’entrava nulla. Però il problema è quello sollevato da Maltese: ci si va da “artisti” e quindi si fa un po’ del proprio repertorio o da “cittadini” e si parla del tema della manifestazione? E, aggiungo io, esiste davvero un confine netto tra le due cose?

    #11: yep.

    Pablo: in realtà, non c’è (per ora o comunque riguardo alla manifestazione di piazza Navona) una limitazione al diritto di parola. Chi critica, critica il fatto che quelle cose sono state dette. E anzi, paradossalmente sono quelle cose che vengono ritenute “offensive” quelle che vengono ripetute e diffuse in continuazione. Probabilmente per poi poter dire “eh, certo, c’è libertà di parola, ma se questi ne abusano si dovrà pur fare qualcosa”.
    Sono d’accordo che cercare di far passare l’idea che non si possa criticare il capo dello stato sia assurda.

    Per quanto riguarda il benaltrismo, ho una precisa linea editoriale che prevede che parlo di qualcosa se:
    . mi colpisce;
    . mi sembra di avere qualcosa di interessante da dire al riguardo;
    . trovo il tempo.
    Ciò che non soddisfa almeno uno degli ultimi due punti di solito finisce in un modo o nell’altro nel tumblr.

    Rispondi
  14. anonimo

     /  luglio 11, 2008

    non mi sembra questo un sito di controinformazione. piuttosto direi un posto dove si commentano anche e soprattutto le espressioni mediatiche della politica italiana tra cui il trattamento televisivo di eventi come quello di martedì. stabilire la legittimità o la giustezza delle parole della guzzanti mi sembra rilevante all’interno di un dibattito sugli equilibri elettorali e i linguaggi politici.

    Paolo

    Rispondi
  15. scott.ronson

     /  luglio 11, 2008

    paolo, sì, più o meno è così.
    Politicamente, la storia di Berlusconi e della Saint-Just parrebbe assai più interessante, per dire.
    (tra l’altro, “controinformazione” secondo me è un termine orrendo. Il termine connotato positivamente dovrebbe esse “informazione”. Faranno “controinformazione” studio aperto e lucignolo, semmai).

    Ah, ovviamente la mia linea editoriale prevede la non-rilettura di quello che scrivo, come si evince da questa frase: “composto in larga parte per la loro capacità di dire di sì”. Ovviamente manca un pezzo, ma se correggo da questo computer sparisce il titolo. Scusate.

    postilla: tra gli aspetti positivi della faccenda, adesso se vuoi un pompino ma non sai come chiederlo senza paura di sembrare volgare o inopportuno puoi sempre cavartela con uno spiritosissimo “ehi, facciamo che io ero berlusconi e tu la carfagna, che ne dici?”
    postilla2: pare che a Fiume, D’Annunzio si nominò ministro da solo.

    Rispondi
  16. anonimo

     /  luglio 11, 2008

    il mio commento #14 era una risposta a pablo.

    hai ragione, controinformazione è fuorviante: il contro è inteso nell’ambito dell’attuale informazione ufficiale italiana (che è bene, appunto, contra-stare).

    l’errore quindi della guzzanti, non è aver detto quello che ha detto ma non aver tenuto conto della portata mediatica (impulsività o calcolo? non so)

    Paolo

    Rispondi
  17. scott.ronson

     /  luglio 11, 2008

    (quella sulla controinformazione era una riflessione laterale, giusto anche quello che dici tu)

    sull’errore, in larga parte sì, è il non aver considerato che conseguenze avrebbe avuto quella frase. Ma in parte più piccola è anche l’aver espresso quel concetto in forma “bruta”, senza nemmeno provare a rivestirlo con una costruzione comica.
    E si poteva fare, come dimosta Torgul: “Altro che ministero delle Pari Opportunità, se in ginocchio sei più alta del cavallo di Berlusconi, col cazzo che ti fanno ministra!”.
    Detta come è stata detta, invece, sembra anche che il problema sia il sesso orale in sé. Cosa che magari non era nelle intenzioni della Guzzanti, chiaro. Però l’effetto è anche quello.

    Rispondi

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