I libri di Aprile

Come ogni mese, ecco le micro-recensioni dei libri letti il mese scorso. Evidenziato, quello più consigliato.

Starhip Troopers – Robert A. Heinlein (Mondadori)
Heinlein, uno dei più importanti scrittori di fantascienza di sempre (e anche a prescindere dal genere ha due o tre cosette da insegnare a chiunque) è uno tosto, uno di quelli difficilmente inquadrabili, con le idee chiare e una forza polemica nell’esporle da levare il fiato. Starship Troopers (che ha ispirato l’omonimo divertente film) è forse il suo romanzo più discusso: nelle sue pagine si espone, in sostanza, la teoria che la vita militare può essere un modo (l’unico?) per formare cittadini consapevoli e responsabili, gli unici degni di esercitare il diritto di voto in quanto abituati a ragionare in termini del bene non individuale ma collettivo. Una posizione che ha, negli anni, suscitato un mare di polemiche. In effetti, il tema è controverso, ma Heinlein è sicuramente un teorico molto più fine di quanto non vogliano far credere coloro che, sbrigativamente, lo bollano come “fascista” e ascoltare la sua voce (incarnata in diversi dei personaggi del libro) esporre le sue teorie sulla filosofia morale, sui sistemi politici e altro è sempre interessante e stimolante. Dal punto di vista narrativo, il difetto del libro è l’assoluta piattezza del protagonista, la cui maturazione alla fine della storia è tutto sommato difficilmente intuibile (insomma, ti devi fidare del fatto che lui dice di essere un uomo diverso), oltre al fatto che, nonostante tutto, di azione ce n’è ben poca e che siamo davanti a qualcosa che assomiglia più a una lunga raccolta di dialoghi filosofici e divagazioni teoriche che non a un romanzo. Nonostante questo, però, il giudizio è più che positivo.

Il tulipano nero – Alexandre Dumas (Sellerio)
L’ho comprato senza nemmeno leggere la quarta, pensando che “tulipano nero + Dumas” mi desse la garanzia che si trattasse del romanzo che aveva ispirato l’omonima serie di cartoni giapponesi. Sbagliato, perché in realtà è un romanzo ambientato nell’Olanda del XVII secolo che ha come protagonista un giovane botanico che è riuscito a dare vita al rarissimo tulipano nero, ma che viene imprigionato ingiustamente per il suo presunto coinvolgimento in un complotto politico. Nonostante questo e nonostante le macchinazioni del suo rivale riuscirà, grazie all’aiuto della bella figlia del carceriere a far valere i propri diritti e tutti vivranno felici e contenti. Strano a dirsi, è un romanzo piuttosto divertente, se letto nella giusta ottica, che rende abbastanza credibile e interessante una vicenda che in teoria non lo è. In più, il capitolo iniziale che descrive un linciaggio è potentissimo. Però, se era quell’altro Tulipano Nero, ero più contento.

Il campo del vasaio – Andrea Camilleri (Sellerio)

Finalmente un Montalbano meno scialbo delle ultime uscite, anzi decisamente divertente. Questa volta Camilleri ritrova il ritmo, ritrova i personaggi e, finalmente, ritrova una storia. Molto interessante il fatto che il deus ex machina della vicenda sia un libro dello stesso Camilleri, letto da Montalbano in una sera d’insonnia e che gli dà lo spunto corretto per risolvere l’indagine. Un piccolo gioco meta-testuale che dimostra come si possa reagire, da autori, al logorio del personaggio seriale e della sceneggiatura del genere divertendosi, scoperchiando il meccanismo. Interessante il paragrafo sul significato di diversi tipi di esecuzione mafiosa, con la corrispondenza tra la modalità dell’assassinio e l’infrazione che questa punisce.

Incubi per re John – Pierfrancesco Prosperi (Urania Mondadori)
In realtà raccoglie due romanzi: il primo è un complicato gioco fantascientifico a base di paradossi temporali che ha al centro della trama l’assassinio di JFK. Risale al 1973 e si apre con quelle che potremmo definire le “regole del gioco”: un elenco delle linee temporali presenti nel romanzo, con l’indicazione di quali personaggi appartengono all’una o all’altra. Un po’ incasinato, ma significativo come testimonianza di una certa idea di fantascienza come “gioco per iniziati”. Il secondo romanzo, “Incubo privato”, è più prettamente cronico (e anche molto più fantasy che fantascientifico): un impiegato del catasto di Firenze, dopo essere stato a vedere il Palio di Siena si trova sbalzato in una Toscana di oggi che è di fatto uno stato indipendente dall’Italia, nella quale sono tornate in vita istituzioni come le Corporazioni, i duelli e via discorrendo. Un po’ alla Heinlein, Prosperi lascia intravedere come in realtà la Toscana dei Comuni non fosse, nonostante le apparenze, così diversa dall’Italia di oggi: privilegi in base all’appartenenza a determinate “caste”, violenze legate a fatti sportivi, intrecci tra politica e criminalità… poi il tutto si perde in una spiegazione abbastanza risibile, però. Divertente libro, nel complesso, ma niente di imperdibile.

Che fine ha fatto Mr. Y – Scarlett Thomas (Newton & Compton)
Per molti versi assomiglia a “Le memorie dello squalo” (con il quale condivide anche l’editore originale, Canongate), ma spinge molto più sul pedale della teoria del linguaggio e della fisica e si sviluppa senza i giochi tipografici dell’altro romanzo. È la storia di una giovane ricercatrice di letteratura che si imbatte in un libro che contiene la formula per accedere alla “troposfera”, cioè la rete che connette tra di loro le coscienze degli individui. Di qui seguirà uno sviluppo un po’ convenzionale da thriller, fino a un finale che non è poi così sorprendente come vorrebbe essere. Il grande entusiasmo degli strilli di copertina (Coupland e Coe, per altro) non è poi così giustificato dal libro. Che non è brutto, ma. Tra l’altro, non capisco perché truccarlo da fantasy per ragazzi. Mah.

Le notti di Salem – Stephen King (Sperling & Kupfer)
La prima volta che lo lessi, circa 15 anni fa, ricordo che lo trovai meraviglioso. Oggi, mi è sembrato un po’ prolisso e fuori fuoco. Ci sono dei passi molto belli, ma alla lunga il romanzo è troppo sfilacciato e la sospensione dell’incredulità a un certo punto si blocca. Sullo stesso tema, King farà molto meglio anni dopo con “Cose Preziose”. Edizione mass-market della riedizione “illustrata” (cinque-sei foto in b/n) di un paio di anni fa, che comprende anche una sezione di scene tagliate (mah) e i racconti di “A volte ritornano” collegati a Salem.

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2 commenti

  1. idiotaignorante

     /  maggio 9, 2008

    Bella l’analisi su Fanteria dello Spazio. Ti faccio solo l’appunto: Heinlein parla del militare, ok, ma il succo del discorso e’ ancora piu’ generale – un cittadino maturo e responsabile, prima di avere (il diritto al voto) deve dimostrare di essere in grado di dare (se’ stesso, in servizio militare che viene trattato nel libro direttamente, ma poi c’e’ pure quello civile, sempre di due anni e sempre duro). Da molti punti di vista, e’ una proiezione pragmatica della Repubblica di Platone.

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  2. matto81

     /  maggio 12, 2008

    Le notti di Salem è il primo romanzo del Re che ho letto, e a seguire tantissimi altri. A me, ai tempi, è piaciuto moltissimo.

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